Questo articolo  ha lo scopo di dare alcune informazioni sul interessante e moderno universo dei tessuti per la stampa sublimatica con il suggerimento di approfondire i temi che vi interessano approfittando dei vari link. 

L’idea  nasce a seguito dalla situazione attuale del mercato della comunicazione visiva in cui si è avuta la conferma che esistono ancora  due realtà di mercato contrapposte: la continua crescita nella proposta di attrezzature per la stampa in sublimazione diretta sul tessuto e, contemporaneamente il perdurare del timore – giustificato- nel affrontare l’utilizzo dei tessuti per la stampa sublimatica.

Timore dovuto essenzialmente alla mancanza d’informazione e preparazione del mercato rispetto al universo dei tessuti. Lo stesso mercato che, invece, conosce molto bene tutti i dettagli dei più comuni supporti di stampa che trovano applicazione ormai da decenni in questo mercato.

Tessere il futuro

Come è noto, l’uomo ha paura di ciò che non conosce e da qui proviene la giustificazione del timore, ma allo stesso tempo c’è da chiedersi come sarebbe ora la vita se non ci fossero state persone che con coraggio e umiltà si fossero messe in gioco alla scoperta del “nuovo”.

La storia -soprattutto in campo imprenditoriale!- dimostra che chi non si guarda attorno, rischia di trovarsi con l’azienda di colpo invecchiata, in molti casi, irreversibilmente.

Dopo molti anni dalle prime avvisaglie della tendenza di utilizzare il tessuto come alternativa ai materiali classici per la comunicazione visiva, sono ancora pochi, in proporzione al mercato, coloro che hanno prima approfondito e poi completato la loro produzione con la tecnologia tessile.

Una situazione dettata, non solo per la crisi, ma soprattutto per paura e timore di “tessere il loro futuro”…

Il pianeta della sublimazione tessile

Il mondo della stampa in sublimazione si divide in “due satelliti”:

SUBILMAZIONE INDIRETTA SUBLIMAZIONE DIRETTA

La fibra più indicata per la stampa in sublimazione sia diretta che indiretta è il POLIESTERE che per sua composizione chimico fisica resiste alle alte temperature ( da 180° fino a 210°) che i passaggi nei sistemi di riscaldamento impongono  senza rammollire o fondere caratteristica invece delle altra tipologie di filati sintetici.

Le fibre naturali invece non subiscono nessuna reazione e non accolgono il gas formato dalle molecole dell’inchiostro che si sprigiona nel passaggio nella calandra o altra fonte di calore.

TESSITURA IN 4 MOSSE

Quattro sono le grandi famiglie tecnologiche che rendono possibile la tessitura del filato:

ORTOGONALE e più nota come navetta,

MAGLIERIA

TESSUTO NON TESSUTO (o TNT) e

TUFTING per tappeti e moquette

Non esistono particolari problematiche che impediscano l’utilizzo di qualsiasi tessitura nella produzione di articoli destinati alla stampa sublimatica ma solo delle limitazioni dovute alle caratteristiche delle macchine da stampa.

DOVE SI FINISCE

Le fasi operative dei FINISSAGGIO corrispondono alla “nobilitazione dei tessuti”.

Per chi ancora non conoscesse le condizioni di lavorazione della stampa in sublimazione sia transfer che diretta, va detto che questa tecnologia utilizza tre parametri contemporaneamente: TEMPERATURA, VELOCITA’  e PRESSIONE, quindi, tutti i componenti utilizzati per stampare devono sopportare questi stress meccanici.

Le principali caratteristiche tecniche che in fase di finissaggio occorre dare ai tessuti destinati alla stampa in sublimazione, è di garantire il minor restringimento possibile durante le lavorazioni alle alte temperature e non ingiallire.

Un discorso a parte va fatto per gli articoli che vengono trattati con particolari prodotti chimici e resine per divenire prodotti idrorepellenti, impermeabili all’acqua e aria, resistenti al fuoco ecc. che non devono assolutamente rilasciare nessuna residuo durante la lavorazione per evitare danni alle attrezzature.