Per stampa sublimatica indiretta transfer, si intende quella lavorazione in cui dopo aver stampato con un plotter digitale il disegno su un’apposita carta, si utilizza una calandra o una pressa piana che con temperature oltre i 180° permettono il trasferimento dell’inchiostro sul tessuto, attraverso la sublimazione.

Prima di proseguire è utile spiegare cosa sia il fenomeno naturale della sublimazione, utilizzando un esempio semplice: congeliamo dell’acqua ed attraverso il calore trasformiamo il ghiaccio direttamente in vapore. Quindi lo aspiriamo trasferendolo in un posto diverso dove raffreddandolo ridiventa immediatamente  ghiaccio senza mai passare allo stato liquido.

Questo è esattamente quello che succede anche nella stampa transfer.

Più nel dettaglio: la carta (detta carta transfer) grazie ad uno specifico trattamento superficiale accetta l’inchiostro di stampa sublimatico ( tipicamente basa acqua) che, una volta asciugato e solidificato su questa (che nell’esempio è rappresentato dal ghiaccio), attraverso la temperatura in calandra diventa gas (il vapore) che si sposta sul tessuto dove il successivo raffreddamento repentino lo fa tornare istantaneamente inchiostro asciutto e solido ( ghiaccio) senza mai diventare liquido (acqua).

Un fenomeno lineare che tuttavia comporta complicazioni operative in fase di produzione.

Il plotter digitale ha rivoluzionato la tradizionale stampa della carta per transfer (che utilizzava solo impianti rotativi o serigrafici analogici) permettendo la riproduzione di disegni fotografici e piccole/medie tirature.

In ogni caso il disegno deve essere stampato sulla carta specularmente al contrario, quindi il software (con cui è generata la creatività) deve essere dotato della funzione “speculare” in modo che quando si trasferirà sublimandosi sul tessuto, il disegno risulterà nel verso diritto.

In funzione della definizione del disegno, del tessuto utilizzato e dell’utilizzo finale, occorre stabilire:

  • la giusta calibrazione dell’inchiostro.
  • il peso più idoneo della carta
  • la velocità e il numero dei passaggi (pass) delle testine di stampa.

Tutte le case produttrici di plotter raccomandano di installare il plotter  in locali dotati di un controllo costante sia della temperatura che umidità, per un’asciugatura veloce dell’inchiostro.

Questo perché la carta molto bagnata si gonfia con il rischio che venga toccata dalle testine poste sul carrello di stampa, rovinando irrimediabilmente il lavoro.

Viene anche consigliato di lasciare i rotoli di carta per almeno 24 ore nello stesso locale prima di utilizzarli, possibilmente in posizione verticale perché si uniformino alle condizioni ambientali ottimali.

Calandra e Presse piane

Ai fini della stampa transfer, sono necessarie calandre o presse piane per il trasferimento dell’inchiostro dalla carta al tessuto.

I parametri fondamentali per la buona riuscita della lavorazione sono:

  • Velocità
  • Temperatura
  • Pressione del cilindro/pressa

Va detto che rispetto ai plotter, è fondamentale tenere in considerazione il tipo di tessuto utilizzato perché le sue caratteristiche influenzeranno notevolmente le impostazioni  della macchina.

Come abbiamo trattato durante gli articoli precedenti, la fibra più idonea alla sublimazione è  il POLIESTERE perché sopporta al meglio gli shock termici causati delle alte temperature che possono arrivare anche a 215° e della permanenza che arriva in molti casi oltre ben i 60 secondi .

Per quanto riguarda la movimentazione delle attrezzature, è indispensabile seguire attentamente le istruzioni e i consigli del produttore perchè si è in presenza di alte temperature con condizioni ambientali molto particolari che richiedono di prestare la massima attenzione durante tutto il processo produttivo.

La calandra permette di lavorare tessuto roll to roll e di utilizzare praticamente tutti i tipi di tessuti sia ORTOGONALI/NAVETTA  che a MAGLIA anche con filati elasticizzati, TNT, TAPPETI a pelo basso, mentre per quelli più alti, tipo MOQUETTE, si ottiene un assorbimento più in profondità dell’inchiostro utilizzando le presse piane (possibilmente aspirate) che sono generalmente impiegate per il trasferimento su pezzi già tagliati nella forma desiderata e che viene denominata “stampa piazzata”.

Tenete presente che non solo OGNI tessuto ha una sua caratteristica e va testato per definire le modalità di lavorazione, ma OGNI lotto può presentarsi diverso nel risultato finale e il consiglio è di eseguire SEMPRE dei test qualitativi prima di procedere con la produzione anche di uno stesso tessuto/disegno.

Anche la movimentazione delle bobine richiede alcune precauzioni prima e dopo l’utilizzo.

Stoccate le pezze sempre in posizione orizzontale sovrapponendole in tutta la lunghezza , mai incrociate.

Nel caso di utilizzo parziale di un rotolo, cercate di non svolgere più tessuto del necessario per evitare che riavvolgendo la parte non utilizzata, si formino pieghe o tensioni che possono causare difficoltà e difetti durante il successivo riutilizzo del tessuto rimasto.

Per garantire la stabilità dimensionale, durante la fase di finissaggio in tintoria, i tessuti vengono TERMOFISSATI cioè stabilizzati termicamente , ma se lo shock termico che subiranno nel passaggio in calandra o nelle presse piane supererà quello ricevuto in tintoria, potrà comportare un restringimento sia in senso ordito (longitudinale) che in senso trama ( latitudinale) che deve essere individuato con i test da eseguire prima della  produzione e calcolato nella stampa della carta in modo da aggiungere “l’abbondanza” necessaria perché, terminata la lavorazione, le misure finali risultino corrette.

Questi sono solo le più semplici e basilari indicazioni che riguardano la stampa in transfer con l’utilizzo di calandre o presse piane ed occorre subito precisare che le variabili e le problematiche da affrontare in questa lavorazione sono veramente molteplici e sempre in agguato, ma questa è la regola per ogni tipo di lavoro e solo l’esperienza ed il continuo operare ci permette di imparare ogni giorno le tecniche e le modalità che servono per progredire.

Risultano abbastanza delicate tutte le operazioni prima, durante e dopo la stampa sia per quanto riguarda le attrezzature che le materie prime da utilizzare.

Quale tecnologia acquistare dipende da tanti fattori che solo un’ approfondita analisi delle proprie strategie e soprattutto del mercato di riferimento, potrà permettervi d’individuare la scelta migliore.

L’importante è non scoraggiarsi per eventuali e probabilmente inevitabili contrattempi che invece sono il sale che dona sapore alla crescita professionale.