Il finissaggio è l’insieme delle operazioni che permettono la NOBILITAZIONE dei tessuti, che vanno ad innestarsi nel flusso produttivo in funzione del tipo di tessuto che si intende lavorare.

NOBILITAZIONE

 

Le lavorazioni sono consequenziali tra loro e spaziano dal trattamento con purga fino alle operazioni finali di scrupoloso controllo e confezione.

Tutto soprattutto in queste ultime due fasi deve attenersi alle specifiche richieste iniziali del cliente che commissiona la partita di tessuto.

Rispettare il “capitolato” previene possibili e sgradevoli sorprese in corso di stampa e produzione.


PULIZIA

 

Il percorso dei trattamenti sul tessuto inizia con la pulizia del filato/greggio che può essere più o meno sporco, inquinato da agenti protettivi o da scorie.


Bruciapelo

Per i tessuti naturali è quasi sempre effettuato il passaggio in una macchina che dotata di tantissime piccole fiamme, “brucia” la peluria dei filati per renderla più liscia e quindi assorbire meglio le successive fasi di lavorazione.


Purga

La purga generalmente si effettua sui tessuti sintetici dove si devono eliminare sia gli oli utilizzati in filatura e in orditura per facilitare la tessitura, sia gli aloni o macchie dovute alla movimentazione e trasporto.


Lavaggio

Il lavaggio si utilizza per le fibre naturali o delicate, dove si devono eliminare i resti di gusci (gusciette) dai cotoni, del fusto da lino, canapa, iuta, dai residui dell’animale dalla lana o dai trattamenti in filatura, a cui si possono aggiungere i detriti dell’imballaggio di trasporto.

Occorre inoltre togliere la “bozzima” che è la particolare colla che viene aggiunta sui filati discontinui in fase di orditura per evitare rotture di filo in tessitura.

L’eliminazione si ottiene avvolgendo il tessuto su grandi rotoli e attraverso un movimento continuo anche di 24/36 ore, viene lascIato in un bagno contenente enzimi che in modo naturale distaccano la colla senza indebolire la fibra.


TERMOFISSAGGIO

In questa fase i tessuti sintetici, che sono sensibili alla temperatura, vengono introdotti in un forno (rameuse) dove, attraverso il calore e la velocità, regolati anche in funzione della composizione del filati, avviene il fissaggio delle fibre garantendo la stabilità dimensionale in modo che non si restringa nelle lavorazioni successive.

Prima dell’entrata nel forno, il tessuto  può essere TRATTATO PER IMPREGNAZIONE e aggiungere alcuni prodotti tipo:

Otticanti per ottenere un bianco ottico
Resistenti al fuoco auto-estinguenti, ritardanti a prendere fuoco
Idrorepellenti permette di far scivolare via le gocce d’acqua
Imbibenti per aumentare l’assorbimento dei trattamenti di tintura o/e stampa
Anti U.V. per aumentare la resistenza ai raggi U.V. dei prodotti destinati ad uso esterno

Va sottolineato che la pulizia e la stabilità dimensionale sono requisiti fondamentali per ottenere una qualità ottimale nelle successive lavorazioni; soprattutto quelle tintoriali perché il grado di assorbimento del colorante è direttamente collegato alla condizione di pulizia del filo che più sarà incontaminato più risulterà ricettivo.


TINTURA

Dopo la pulizia e la stabilizzazione del greggio, si può prevedere la tintura, che può avvenire con l’utilizzo di varie macchine in funzione del tessuto e dell’ aspetto che si desidera ottenere.

Vi sono tre tipologie di attrezzature tintoriali:

Siluro 

 utilizzati prevalentemente per articoli leggeri.

Il tessuto viene avvolto su cilindri bucati  “siluri” e il colorante immesso sotto pressione nel siluro passando dai buchi, colora il tessuto.


Jegger 

utilizzato per articoli con armature compatte e/o pesanti.

Il greggio avvolto su un cilindro viene tenuto immerso in una vasca pieno di colorante che tinge il tessuto e riavvolto su un’altro cilindro. Una volta passato tutta la quantità di materiale, fa il percorso inverso continuando a girare sino a raggiungere l’assorbimento del colorante necessario ad ottenere il tono colore richiesto.


Jet/Overflou/Corda 

utilizzato per articoli a maglia o per tessuti che non vengono appositamente termofissati e lasciati liberi di rientrare secondo le loro caratteristiche tecniche.

Il tessuto viene raggruppato come fosse una corda, infilato nel tubo e attraverso un continuo movimento rimane immerso nel colore girando in un percorso circolare sino al raggiungimento del tono colore desiderato.


CHIMICHE DEI COLORANTI

Le principali classi di coloranti usate sono:

Acidi per tingere tessuti in Nylon, Lana,Seta

Dispersi per tingere tessuti in Poliestere

Reattivi/Diretti/Zolfo/Indanthrerne per tessuti in Cotone,Viscosa,Acetato

Pigmenti per Qualsiasi Composizione


CALANDRATURA

 

La calandra industriale che è progettata in modo diverso rispetto a quella utilizzata per la stampa transfer, è un macchinario formato da due cilindri in cui viene fatto passare il tessuto che subisce quindi una pressione regolabile.

Se i cilindri vengono scaldati si ottiene un effetto lucido (Cinzatura); se vengono invece lasciati freddi serve per schiacciare solamente le fibre ottenendo una superficie il più liscia possibile, permettendo alle lavorazioni successive di aderire in modo ottimale al tessuto.


RESINATURA/COATIZZAZIONE

Quando sono richieste specifiche tecniche più performanti rispetto a quanto possibile ottenere con il passaggio durante la fase di Termofissaggio visto precedentemente, è indispensabile utilizzare dei macchinari formati da un “distributore” (banchetto) che spalma  su uno dei lati del tessuto con la “lama” uno strato di prodotti chimici (Resina o Coat) e da un “forno” (rameuse) che lo asciuga rendendolo idoneo alle caratteristiche tecniche richieste.

Il tutto avviene con uno o più passaggi in linea (quindi necessariamente sequenziali ) per l’applicazione dei prodotti che, a secondo della quantità applicata, renderanno il tessuto:

Impermeabile  resistenti al passaggio dell’acqua
Resistente al fuoco  auto-estinguenti,ritardanti del fuoco
Antisfilo  resistenti alla trazione o a sfilarsi
Stampabile es. plotter digitali
Altre Specifiche per uso industriale

CONTROLLO/ISPEZIONE

A prescindere che il tessuto rimanga allo stato greggio, semilavorato o finito, per poter essere consegnato deve  subire il controllo qualità.

Utilizzando apposite macchine

  “specule”

il tessuto viene svolto dai grandi rotoli provenienti dalla produzione e scorrendo su un piano, permettono agli operatori di:

  • avvolgere in pezze più piccole e maneggevoli
  • controllare l’idoneità secondo le specifiche prestabilite
  • segnalare la difettosità riscontrata, identificando l’idoneità del tessuto ad essere spedito oppure scartato con conseguente lancio della sua ri-produzione.

I principali sistemi di valutazione dei difetti regolati da normative internazionali, studiati per ogni tipologia ed applicazione dei tessuti che stabiliscono la classificazione finale del prodotto (prima scelta, “primetta”, seconda scelta, altro) sono:

  • Demerit point che assegna ad ogni difetto un determinato punteggio
  • Number difect, dove viene semplicemente contato il numero dei difetti.

Considerate le innumerevoli variabili cui si presta l’utilizzo dei tessuti, è sempre opportuno definire gli esatti standard qualitativi in modo da evitare discussioni sulle interpretazione delle norme e soprattutto nel caso di particolari necessità, analizzare e concordare un sistema misto in cui si considerino sia il numero che la tipologia del difetto, stilando un capitolato di fornitura specifico.


CONFEZIONE

 

In questa fase il tessuto viene imballato nei modi stabiliti che possono prevedere:

  • l’utilizzo di specifici tubi (diametro, spessore, lunghezza, composizione),
  • lunghezza dei rotoli;
  • possibilità di lasciare dei tagli o solo pezze intere,
  • se e come segnalare i difetti
  •  preparare la mappatura dei difetti,
  • compilare il packing list,
  • dove applicare e cosa indicare sull’ etichetta (codice a barre, dati dei lotti di produzione, codici articoli…),
  • tipo di imballaggio (semplice nylon, pluriball, scatole…)
  • altri sistemi di protezione (tappi).

Riguardo al finissaggio dei tessuti per la stampa in transfer, i principali passaggi da tenere sotto controllo sono la PURGA per pulire al meglio il tessuto e soprattutto il TERMOFISSAGGIO che permetterà la massima stabilità dimensionale ed evitare il più possibile dei restringimenti in fase di stampa.

Molto importante è che siano utilizzati prodotti chimici resistenti alle alte temperature che non devono assolutamente rammollire, virare, appiccicare per evitare danni considerevoli alle attrezzature. Vale sempre il consiglio di testare con cautela tutti i materiali prima della produzione.